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      Erano stati molestissimi al re questi tumulti, o perché gli fusse sospetta la licenza della moltitudine o per la inclinazione che hanno comunemente i franciosi al nome de' gentiluomini, e perciò sarebbe stato disposto a punire gli autori di queste insolenze e a ridurre tutte le cose nel grado antico; ma temendo che se tentava rimedi aspri i genovesi non ricorressino a Cesare, di cui non essendo ancora morto il figliuolo molto temeva, e perciò deliberato di procedere umanamente, perdonava tutti i delitti fatti, confermava la nuova legge degli uffici, pure che riponessino in mano sua le terre occupate della riviera: e per disporre a queste cose il popolo piú facilmente mandò a Genova Michele Riccio, dottore e fuoruscito napoletano, a confortargli che sapessino usare l'occasione della sua benignità, piú tosto che moltiplicando la contumacia e gli errori lo mettessino in necessità di procedere contro a loro con la severità dello imperio. Ma negli animi acciecati dalle immoderate cupidità la prudenza, soffocata dalla temerità, non aveva parte alcuna: non solo la plebe e i tribuni, con tutto che i magistrati legittimi fussino di contraria sentenza, non accettata la mansuetudine del re, dinegorno di restituire le terre occupate ma procedendo continuamente a cose peggiori deliberorno di espugnare Monaco, castello posseduto da Luciano Grimaldo, o per l'odio comune contro a tutti i gentiluomini genovesi o perché, per essere situato in luogo molto opportuno in sul mare, importa assai alle cose di Genova, o movendosi pure per odio particolare, conciossiaché chi ha in potestà quel luogo, invitato dal sito comodissimo a questo effetto, soglia difficilmente astenersi da' guadagni marittimi, o perché, secondo diceano, apparteneva giuridicamente alla republica: e però, benché contradicendo invano il governatore mandorno per terra e per mare ad assediarlo molte genti.


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Storia d'Italia
di Francesco Guicciardini
pagine 2094

   





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