Pagina (1751/2094)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      Ma i capitani cesarei, poi che veddeno prepararsi scopertamente la guerra, per non avere in uno tempo medesimo a combattere con gli inimici di dentro e di fuora, [deliberorono] di assicurarsi del popolo di Milano; il quale diventando ogni dí piú insolente non solo negava loro tutte le provisioni dimandavano, ma eziandio se alcuno de' soldati spagnuoli fusse trovato per la città separato dagli altri era ammazzato da i milanesi. Captata adunque occasione dai disordini che si facevano per la terra, dimandorno che alcuni capitani del popolo si uscissino di Milano; donde nata sollevazione furono alcuni spagnuoli che andavano per Milano ammazzati da certi popolari: e però Antonio de Leva e il marchese, fatto tacitamente accostare le genti a Milano, protestato non essere piú obligati agli accordi fatti a' dí passati, il dí decimosettimo di giugno fatto ammazzare in loro presenza, per dare principio al tumulto, uno della plebe che non aveva fatto loro reverenza, e dopo lui tre altri, e usciti degli alloggiamenti con una squadra di fanti tedeschi, detteno cagione al popolo di dare all'armi. Il quale, se bene nel principio sforzò la corte vecchia e il campanile del vescovado dove era guardia di fanti italiani, combattendo alla fine senza ordine, come fanno i popoli imperiti, piú con le grida che con l'armi, ed essendo offesi molto dagli scoppiettieri, posti ne' luoghi eminenti che prima avevano occupati, ne erano feriti e ammazzati molti di loro: in modo che, crescendo continuamente i disordini e il terrore, e avendo i fanti tedeschi cominciato a mettere fuoco nelle case vicine, e già approssimandosi alla città le fanterie spagnuole chiamate da capitani, il popolo, temendo degli estremi mali, convenne che i suoi capitani e molti altri de' popolari, i quali vi consentirono, si partissino di Milano, e che la moltitudine deponesse l'armi sottomettendosi alla obbedienza de' capitani.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Storia d'Italia
di Francesco Guicciardini
pagine 2094

   





Milano Milano Milano Antonio Leva Milano Milano