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      E sopravenendo la state, uscí alla campagna el duca di Calavria collo esercito della lega tanto potente che non potendo el signore Ruberto stare alla campagna a petto agli inimici, sforzavano tutti e' luoghi dove si accampavano. Di qui e' viniziani, diminuendo ogni dí la riputazione, sbigottiti e con poca speranza, mancavano ne' provedimenti necessari ed ogni dí diventavano piú deboli, benché l'armata loro avessi nel reame preso Galipoli; in modo che gli era manifesto che non avevano riparo che gli inimici non pigliassino o Brescia o Bergamo, e di poi con maggiore forza e riputazione, e favoriti da popoli di conto, togliessino loro lo imperio di terraferma di Italia.
      Ma quella fortuna che gli ha piú volte conservati per riputazione difesa ed ornamento di Italia fuori di Italia, per peste e calamità di Italia in Italia, in tanto pericolo non abbandonò. Perché sendo lo esercito della lega a Bagnuolo, el signore Lodovico dubitando da un canto che, spacciati e' viniziani, el duca di Calavria seguitato da' collegati non lo levassi dal governo dello stato di Milano, quale lui governava in nome di Giovan Galeazzo suo nipote e genero del duca di Calavria, da altro sendogli occultamente promesso da' viniziani favorirlo in continuarlo nel governo e forse in farlo duca di quello stato, e correndovi anche forse sotto mano qualche somma di danari, tenuto pratica di pace col signore Ruberto da Sanseverino, finalmente la conchiuse con condizione disonorevole alla lega: restituissi la lega tutte le terre e luoghi tolti in questa guerra a' viniziani, ed e converso e' viniziani restituissino al re, al duca di Ferrara tutti e' luoghi occupati, eccetto Rovigo con tutto el Polesine e ritenessino in Ferrara e nel ferrarese l'antique immunità privilegi e preeminenzie, ritenessi lo stato di Milano e' luoghi tolti a' Rossi; delle differenzie de' fiorentini e Fregosi circa allo stato di Serezzana non si parlò, e cosí dello includere nella lega el presente stato di Siena; rimanessi el signor Ruberto soldato de' viniziani ed avessi titolo di capitano generale di tutta Italia.


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Storie fiorentine dal 1378 al 1509
di Francesco Guicciardini
pagine 382

   





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