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      » Cosí intervenne a questi cinque, contro a' quali el popolo tanto mormorava, che è verissimo che mai non arebbono vinto lo appello, benché poi qualche mese, passata quella furia, allo universale dolessi la morte loro; ma questo non basta a rendere loro la vita. E certo, se chi governava la città si fussi assicurato a lasciare loro usare el beneficio della legge, sarebbe stato uno giudicio molto giustificato e di grande riputazione per la città e sanza carico suo; ma chi troppo desidera, sempre teme ed ha sospetto.
      Morti questi cittadini, quegli che erano fuggiti furono confinati pel contado alle loro possessioni, chi per dieci anni e chi per cinque secondo e' delitti loro; e nondimeno la maggiore parte furono fra uno anno o due restituiti, e dettono esemplo a chi ha errato, che piú tosto fugga che comparisca; perché se fussino compariti erano morti ed e converso quegli altri se fussino fuggiti, oltre al salvare la vita, non sarebbono anche stati dichiarati rubelli, né perduto la robe. Madonna Lucrezia di Iacopo Salviati fu liberata, massime per opera di Francesco Valori, el quale voleva bene a Iacopo, e gli pareva anche cosa brutta toccare una donna. E cosí, fatto questo giudicio e morto Bernardo del Nero, Francesco Valori rimase assolutamente capo della città insino alla morte sua, avendo seguito massime da tutta la parte del frate in genere, e di poi in particulare da un numero di cittadini, e' quali si volgevano a' cenni sua: messer Francesco Gualterotti, Bernardo ed Alessandro Nasi, Antonio Canigiani, Pierfrancesco e Tommaso Tosinghi, Alessandro Acciaiuoli e simili; per la grandezza del quale sendo impaurito Pierfilippo Pandolfini suo inimico, e molto piú sbigottito ed aghiadato per la morte di questi cinque, ammalato pochi di poi doppo la morte loro, morí. Cosí confermato per questo severo giudicio el vivere populare, fu messo per sicurtà dello stato alla piazza de' Signori una guardia da fanterie, la quale vi stette di poi insino a' casi del frate.


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Storie fiorentine dal 1378 al 1509
di Francesco Guicciardini
pagine 382

   





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