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      Entrò di poi lo arcivescovo nuovo in Firenze con allegrezza grande dello universale, per essere state piú di trent'anni la chiesa nostra nelle mani dello Orsino el quale non vi era quasi mai venuto, ma l'aveva amministrata qualche volta con vicari, qualche volta affittatala, e vendutone non solo el temporale, ma ancora lo spirituale.
      Posata questa parte dello arcivescovado, successe a Firenze uno accidente che tenne molti dí alterata la città e fu per essere di momento grandissima, il che, acciò che meglio si intenda, s'ha a ripetere da piú alto principio.
     
     
      XXX
     
      GIOVANNI DE' MEDICI. MATRIMONIO DI FILIPPO STROZZI ECLARICE DE' MEDICI. LEGA CONTRO VENEZIA (1508).
     
      Cacciati che furono e' Medici di Firenze, e restata la città nel governo populare, furono e' portamenti di Piero altieri e violenti, secondo la natura sue bestiale, e molto alieni dal ritornare nella città; perché egli aveva a presupporre che la città benché conquassata e smembrata del dominio di Pisa e delle altre terre, era pure rimasta sí potente, che s'egli aveva a entrarvi per forza, bisognava che avessi una forza ed uno appoggio molto grande ed estraordinario, in modo che era tanto difficile, che e' si accostava allo impossibile. E però doveva pensare che la principale parte che lo potessi rimettere in casa sua, sarebbe stata l'avere qualche benivolenzia nella città, e cosí tenere modi di addolcire gli inimici sua, mostrando di conoscere che l'avessino cacciato meritamente per lo errore di avere voluto negare el passo al re di Francia, e nondimeno scusarsene collo essere stato giovane e male consigliato, ma che aveva imparato, in modo che in futuro, se mai ritornassi nella città, presterebbe fede a' cittadini da bene e prudenti e vorrebbe che lo stato ed el governo fussi piú loro che suo; cosí ancora standosi in quiete e non suscitando movimento alcuno, né tenendo pratica del ritornare con potentati italiani o esterni, mostrare di non volere che per sua cagione la città ed el popolo ricevessi danno o lesione alcuna, e con queste vie ingegnarsi di placare el popolo e muoverlo in compassione di sé e fare scusa che gli errori sua erano proceduti dalla età, e chiedere la tornata nella patria amorevolmente, e di essere rimesso non come capo del governo e dello stato, ma come privato cittadino.


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Storie fiorentine dal 1378 al 1509
di Francesco Guicciardini
pagine 382

   





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