Pagina (75/1886)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      C'è gente che ha freddo! Ci sono dei poveri, dei poveri!'.»
      Diciamolo di sfuggita, l'odio del lusso non sarebbe intelligente; implicherebbe l'odio per le arti. Presso gli ecclesiastici, però, fatta eccezione per le rappresentanze e le cerimonie, il lusso è un torto e sembra riveli abitudini non troppo caritatevoli. Un prete opulento è un controsenso, perché deve mantenersi a contatto del povero. Ora, si possono toccare senza tregua, giorno e notte, tutte le miserie, tutte le disgrazie tutte le indigenze, senza aver su di sé un poco di questa santa miseria, come la polvere del lavoro? Si può figurarsi un uomo che sia vicino ad un braciere e non abbia caldo? Si può figurarsi un operaio che lavori continuamente ad un forno e non abbia né un capello bruciato, né un'unghia annerita, né una goccia di sudore, né un granello di cenere sul viso? La prima prova di carità nel prete e soprattutto nel vescovo, è la povertà.
      Questo pensava, indubbiamente, monsignor vescovo di Digne. Del resto, non si deve credere ch'egli condividesse su taluni punti delicati quelle che noi chiameremmo «le idee del secolo». S'immischiava poco nelle dispute teologiche del momento e stava zitto sulle questioni in cui si azzuffano la chiesa e lo stato; ma se lo si fosse assai sollecitato a dire, credo che lo si sarebbe trovato più oltramontano che francese. Siccome poi stiamo facendo un ritratto e non vogliamo nasconder nulla, siam costretti a dire ch'egli fu gelido verso Napoleone al tramonto e che, a partire dal 1813, aderì o applaudì a tutte le manifestazioni ostili; ricusò di vederlo quando, al ritorno dall'isola d'Elba, fu di passaggio da Digne e s'astenne dall'ordinare nella sua diocesi le pubbliche preghiere per l'imperatore, durante i Cento Giorni.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





Digne Napoleone Elba Digne Cento Giorni