Pagina (320/1886)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Gli pareva che fosse uscita da lui e parlasse ormai fuori di lui; credette anzi di sentire le ultime parole così distintamente, che guardò nella camera con una specie di terrore:
      «C'è qualcuno, qui?» chiese ad alta voce, affatto smarrito.
      Poi riprese, con una risata che somigliava a quella d'un idiota:
      «Come sono stupido! Non può esserci nessuno.»
      Qualcuno c'era; ma non era di quelli che l'occhio umano possa vedere.
      Posò i candelieri sul camino. Poi riprese quell'andirivieni monotono e lugubre, che turbava nei suoi sogni e risvegliava di soprassalto l'uomo addormentato sotto di lui.
      Quell'andare e venire lo sollevava e inebbriava contemporaneamente. Pare che talvolta, in casi supremi, ci si muova per chiedere consiglio a tutto quello che si può incontrare nello spostarsi. In capo a pochi minuti egli non sapeva più a che punto fosse.
      Ormai, indietreggiava con uguale spavento davanti alle due risoluzioni prese successivamente. Le due idee che lo consigliavano gli parevano altrettanto funeste. Oh, quale fatalità! Quale combinazione, quello Champmathieu preso per lui! Essere precipitato proprio dal mezzo che la provvidenza pareva avesse scelto dapprima per consolidarlo!
      Vi fu un momento in cui considerò l'avvenire. Denunciarsi, gran Dio! Consegnarsi! Considerò con immensa disperazione tutto quello che avrebbe dovuto lasciare e tutto quello che avrebbe dovuto riprendere. Sarebbe dunque stato necessario dir addio a quell'esistenza così buona, pura e radiosa, al rispetto di tutti, all'onore, alla libertà! Non sarebbe più andato a passeggiare pei campi, non avrebbe più sentito cantare gli uccelli nel mese di maggio, non avrebbe più fatto l'elemosina ai bimbi!


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





Champmathieu Dio