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      Perché non me l'avete messa sul letto, per quando mi sarei svegliata?»
      Egli rispose macchinalmente qualcosa che non riuscì più a ricordare, più tardi. Per fortuna il medico, avvertito, era giunto e venne in aiuto a Madeleine.
      «Calmatevi, ragazza mia,» disse. «Vostra figlia è qui.»
      Gli occhi di Fantine illuminarono tutto il viso di lei, mentre congiungeva le mani con un'espressione in cui era tutto quello che la preghiera può avere di più violento e più dolce ad un tempo.
      «Oh!» esclamò. «Portatemela!»
      Commovente illusione d'una madre! Cosette era sempre per lei la piccolina che si deve portare.
      «Non ancora» riprese il medico «non in questo momento. Avete un po' di febbre ancora e la visita di vostra figlia vi porrebbe in agitazione e vi farebbe male. Prima bisogna che vi faccia guarire.»
      Ella l'interruppe impetuosamente.
      «Ma io sono guarita! Vi dico che sono guarita! Che asino d'un medico! O bella, voglio vedere mia figlia, io!»
      «Vedete?» disse il medico. «Ecco in che modo andate in collera. Finché sarete così, m'opporrò a farvi avere vostra figlia; non basta vederla, bisogna vivere per lei. Quando sarete ragionevole, ve la condurrò io stesso.»
      La povera madre chinò il capo.
      «Vi chiedo perdono, signor dottore, vi chiedo proprio perdono, tanto. Una volta, non avrei parlato come ho fatto adesso; ma mi sono capitate tante disgrazie che talvolta non so più quel che mi dico. Capisco, voi temete l'emozione: aspetterò fin che vorrete, ma vi giuro che non mi avrebbe fatto male riveder mia figlia.


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I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





Madeleine Fantine