Pagina (441/1886)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Da lontano, si sarebbe creduto di veder allungarsi verso la cresta della spianata due immensi colubri d'acciaio: fu come un prodigio che attraversasse la battaglia.
      Non s'era visto più nulla di simile, dopo la presa della grande ridotta della Moscova da parte della cavalleria pesante; mancava Murat, ma v'era Ney. Sembrava quella massa si fosse fatta mostro ed avesse un'anima sola; ciascun squadrone ondeggiava, si gonfiava come un anello del polipo, si poteva scorgere attraverso una grande nuvola di fumo, che si lacerava qua e là; era una confusione d'elmi, di grida e di sciabole, un tempestoso sobbalzar di groppe di cavalli tra le cannonate e le fanfare, un tumulto disciplinato e terribile: e al disopra le corazze, come le scaglie dell'idra.
      Questi racconti sembrano di un'altra età. Certo, qualcosa di simile a quella visione appariva nelle vecchie epopee orfiche, che narrano degli uomini-cavalli, gli antichi ippantropi, titani dalla faccia umana e dal petto equino, il galoppo dei quali scalava l'Olimpo, orribili, invulnerabili e sublimi: dèi e bestie.
      Bizzarra coincidenza numerica, ventisei battaglioni si preparavano a ricevere l'urto di ventisei squadroni. Dietro la cresta della spianata, all'ombra della batteria mascherata, la fanteria inglese, formata in tredici quadrati di due battaglioni ciascuno sopra due linee, sette sulla prima e sei sulla seconda, col calcio del fucile contro la spalla, prendendo di mira quel che stava per arrivare, calma, muta ed immobile, aspettava. Non vedeva i corazzieri, i corazzieri non la vedevano; ascoltava salire quella marea d'uomini e sentiva accrescersi il fragore dei tremila cavalli, la percossa alterna e simmetrica degli zoccoli al gran trotto, il fremere delle corazze, il tintinńo delle sciabole e una specie di grande anelito selvaggio.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





Moscova Murat Ney Olimpo