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      Quel formidabile avanzo era annientato: la guardia era morta. I quattro muri della ridotta vivente giacevano a terra e a malapena si distingueva qua e là un sussulto, in mezzo ai cadaveri; così spirarono a Mont-Saint-Jean le legioni francesi, più grandi delle legioni romane, sulle zolle bagnate di pioggia e di sangue, fra le spighe sinistre, nel luogo dove ora passa, alle quattro del mattino, fischiettando e sferzando allegramente il cavallo, Giuseppe, che fa il servizio della diligenza di Nivelles.
      XVI • «QUOT LIBRAS IN DUCE?»
      La battaglia di Waterloo è un enigma. È altrettanto oscuro per quelli che l'hanno vinta, come per colui che l'ha perduta; Napoleone, è un panico; Blücher non ci vede altro che fuoco e Wellington non ne capisce niente. Osservate i rapporti: i bollettini sono confusi, i commentarî ingarbugliati. Se alcuni balbettano, altri tartagliano; Jomini divide la battaglia di Waterloo in quattro episodî, Muffling la ripartisce in tre cambiamenti di situazione; Charras, sebbene su alcuni punti noi abbiamo un concetto diverso dal suo, è il solo che abbia afferrato colla sua fiera occhiata i lineamenti caratteristici di quella catastrofe del genio umano alle prese col caso divino. Tutti gli altri storici sono come abbagliati e in quell'abbaglio vanno brancolando; si tratta infatti d'una giornata abbacinante, si tratta del crollo della monarchia militare, che ha trascinato seco, con grande stupore dei re, tutti i regni; si tratta della caduta della forza, della rovina della guerra.


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I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





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