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      La sua andatura furtiva, gli atteggiamenti, il gesto rapido e misterioso lo facevan somigliare a quelle larve crepuscolari che frequentano le ruine e che le vecchie leggende normanne chiamano gli Errabondi.
      Alcuni trampolieri notturni disegnano profili simili negli acquitrini.
      Uno sguardo che avesse scandagliato tutta quella nebbia avrebbe potuto notare a breve distanza, fermo e come nascosto dietro la catapecchia che occupa l'angolo della strada di Nivelles e di quella da Mont-Saint-Jean a Braine-l'Alleud, una specie di carrettino da vivandiere col mantice di vimini incatramati, al quale era attaccata una rozza affamata, che andava brucando l'ortica attraverso il morso; ed in quel carretto avrebbe potuto notare una specie di donna, seduta su casse e involti. Forse, v'era un legame fra quel carretto e quel vagabondo.
      L'oscurità era serena, né v'era una sola nube allo zenit. Cosa importa che la terra sia rossa? La luna rimane bianca; tali sono le indifferenze del cielo. Nelle praterie, i rami d'alberi troncati dalla mitraglia, non caduti e trattenuti per la scorza, si dondolavano dolcemente al vento della notte. Un alito, quasi un respiro, smoveva i cespugli; v'eran nell'erba fremiti, che sembravan commiati d'anime.
      Si sentiva vagamente andare e venire, in lontananza, le pattuglie e le ronde degli ufficiali del campo inglese. Hougomont e la Haie-Sainte continuavano a bruciare formando, l'uno ad ovest e l'altra ad est, due grandi fiammate alle quali veniva a collegarsi, simile ad un collare di rubini sfibbiato, che avesse alle estremità due carbonchi, il cordone di fuoco del bivacco inglese, spiegato ad immenso semicerchio sulle colline dell'orizzonte.


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I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





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