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      Giochiamo con questa, sorella. Sarà la mia bambina e io sarò una signora; verrò a trovarti e la guarderai. A poco a poco vedrai i suoi baffi e ti meraviglierai; poi vedrai le sue orecchie, poi la sua coda e ti meraviglierai e mi dirai: 'Oh, mio Dio,' e io ti dirò: 'Sì, signora, è una mia figlia fatta così. Oggi le bambine sono fatte così'.»
      Azelma ascoltava Eponina con ammirazione. Intanto, i bevitori s'eran messi a cantare una canzone oscena di cui ridevano in modo da far tremare il soffitto, e Thénardier li incoraggiava e faceva l'accompagnamento.
      Come gli uccelli fanno un nido con tutto, così le bimbe fanno una bambola con qualunque cosa. Mentre Eponina e Azelma fasciavano il gatto, Cosette aveva per conto suo fasciata la sciabola, e fatto questo, l'aveva presa in braccio e cantava dolcemente per farla addormentare.
      La bambola è uno dei più imperiosi bisogni e nello stesso tempo uno dei più incantevoli istinti dell'infanzia femminile. Curare, vestire, pettinare, abbigliare, svestire e rivestire, insegnare, sgridare un po', cullare, vezzeggiare, addormentare, immaginarsi che qualche cosa sia qualcuno è tutto l'avvenire della donna. Mentre sogna e pispiglia, mentre fa i corredini e le fasce minuscole, mentre cuce i vestitini, i corpetti e i piccoli giubbetti, la bimba diventa fanciulla, la fanciulla giovanetta e la giovanetta diventa donna. Il primo figlio continua l'ultima bambola.
      Una bimba senza bambola è presso a poco altrettanto infelice e rara quanto una donna senza figli.


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I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





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