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      Tutto era nero.
      «Bimba mia,» disse l'uomo «prendi questa roba e va' a vestirti, presto.»
      Il giorno spuntava, quando quelli fra gli abitanti di Montfermeil che incominciavano ad aprire le porte videro passare sulla strada di Parigi un uomo in età, vestito poveramente, che teneva per mano una bambina in lutto stretto, la quale portava fra le braccia una bambola rosa. Si dirigevano dalla parte di Livry.
      Erano il nostro uomo e Cosette
      Nessuno conosceva l'uomo e, siccome Cosette non era più cenciosa, molti non la riconobbero.
      Cosette se ne andava. Con chi? L'ignorava. Dove? Non lo sapeva; tutto quello che comprendeva, era che si lasciava alle spalle la bettola dei Thénardier. Nessuno aveva pensato a dirle addio, né ella aveva detto addio a nessuno: usciva da quella casa odiata e odiando.
      Povero e dolce essere, il cuore del quale era stato fino allora soltanto compresso!
      Cosette camminava gravemente, spalancando gli occhioni e guardando il cielo. Aveva messo il luigi nella tasca del grembiule nuovo e di tanto in tanto si chinava, gli dava un'occhiata e poi guardava il vecchio; sentiva in sé qualche cosa, come se fosse stata vicina al buon Dio.
      X • CHI CERCA IL MEGLIO PUÒ TROVARE IL PEGGIOSecondo la sua abitudine, la Thénardier aveva lasciato fare al marito, aspettandosi grandi eventi. Quando l'uomo e Cosette furono partiti, Thénardier lasciò passare un buon quarto d'ora, poi trasse da parte la moglie e le mostrò i millecinquecento franchi.
      «Solo questi?» diss'ella.
      Era la prima volta, dal principio della loro vita in comune, che osava criticare un atto del padrone.


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I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





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