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      Non limitiamoci a prosternarci sotto l'albero della Creazione ed a contemplare i suoi immensi rami, pieni d'astri; abbiamo il dovere di lavorare intorno all'anima umana, di difendere il mistero contro il miracolo, d'adorare l'incomprensibile e di respingere l'assurdo, di non ammettere, in materia d'inesplicabile, se non il puro necessario, di risanare la fede, di togliere le superstizioni dalla religione: in una parola, di liberare Iddio.
      VI • BONTÀ ASSOLUTA DELLA PREGHIERAQuanto al modo di pregare, tutti sono buoni, purché siano sinceri. Capovolgete il vostro libro di preghiere, ma spingetevi verso l'infinito.
      Esiste, lo sappiamo, una filosofia che nega l'infinito. V'è pure una filosofia, classificata patologicamente, che nega il sole; si chiama cecità.
      Erigere un senso che ci manca a sorgente di verità, è una bella sfacciataggine da cieco. Ma quel che è curioso, è l'aria sdegnosa, superiore e di compatimento che si dà, di fronte alla filosofia che vede Dio, quella filosofia che brancola; sembra di sentire una talpa esclamare: «Mi fanno compassione, col loro sole!»
      Vi sono, lo sappiamo, atei illustri e potenti. Costoro, in fondo, ricondotti al vero dalla loro stessa potenza, non sono troppo sicuri d'esser atei; per essi, si tratta soltanto d'una questione di definizione, e in ogni caso, se non credono in Dio, essendo grandi spiriti, ne provano l'esistenza. Noi salutiamo in essi i filosofi, pur qualificando inesorabilmente la loro filosofia.
      Proseguiamo.
      Quel ch'è pure meraviglioso, è la facilità d'accontentarsi di parole.


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I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





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