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      In natura vi sono abbozzi, nella creazione vi sono parodie bell'e fatte: un becco che non è un becco, ali che non sono ali, pinne che non sono pinne, zampe che non sono zampe, un grido di dolore che fa venir voglia di ridere, come nell'oca. Ora, dal momento che a fianco dell'uccello esiste il pollame, non vedo perché non dovrebbe esistere la tragedia classica a fianco dell'antica.»
      Oppure il caso faceva che Mario passasse per via Gian Giacomo Rousseau, fra Enjolras e Courfeyrac. Quest'ultimo lo prendeva per un braccio.
      «State attento. Questa è via della Fornace, chiamata oggi via Gian Giacomo Rousseau, a motivo d'una singolare fami glia che vi dimorava circa sessant'anni or sono. Erano Gian Giacomo e Teresa. Di tanto in tanto, nascevano in casa loro degli esserini; Teresa li metteva al mondo e Gian Giacomo all'ospizio dei trovatelli.»
      Ed Enjolras strapazzava Courfeyrac.
      «Silenzio, al cospetto di Gian Giacomo! Ammiro quell'uomo, ha rinnegato i suoi figli, ma ha adottato il popolo.»
      Nessuno di quei giovani profferiva la parola: l'imperatore. Solo Jean Prouvaire diceva talvolta Napoleone; tutti gli altri dicevano Bonaparte ed Enjolras, anzi, pronunciava Buanaparte.
      Mario si stupiva vagamente. Initium sapientiæ.
      IV • IL RETROBOTTEGA DEL CAFFÈ MUSAINUna conversazione di quei giovani, di quelle a cui Mario assisteva, intervenendo talvolta, scosse la sua mente.
      Si svolse nel retrobottega del caffè Musain; quella sera quasi tutti gli Amici dell'A B C eran riuniti e la lampada a molti becchi era solennemente accesa.


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I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





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