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      «Prendete queste e rincasate. Nascondetevi in camera, in modo che vi credano uscito. Sono cariche, entrambe a due palle. Starete in osservazione. M'avete detto che v'è un buco nel muro: quando coloro verranno, lasciateli fare un poco e, quando giudicherete la cosa a punto, e vi parrà il momento di fermarla, tirerete una pistolettata. Non troppo presto. Il resto riguarda me. Una pistolettata in aria, contro il soffitto, non importa dove. Soprattutto, non troppa fretta; aspettate che vi sia un principio di esecuzione. Voi siete avvocato e sapete che cosa vuol dire.»
      Mario prese le pistole e se le mise nella tasca laterale della giubba.
      «Fanno una gobba grossa così, e si vedono,» disse l'ispettore. «Mettetele piuttosto nei taschini.»
      Mario nascose le pistole nei taschini.
      «Ed ora,» proseguì l'ispettore «non v'è più un minuto da perdere per nessuno. Che ora è? Sono le due e mezzo; non è per le sette?»
      «Per le sei,» disse Mario.
      «Ho tempo,» riprese l'ispettore, «ma appena appena. Non dimenticate nulla di quanto v'ho detto. Pam! Una pistolettata.»
      «State tranquillo,» rispose Mario.
      Mentre Mario metteva la mano al nottolino della porta, per andarsene, l'ispettore gli gridò:
      «A proposito: se aveste bisogno di me, in questo frattempo, venite o mandate qui. Farete chiedere dell'ispettore Javert
      XV • JONDRETTE FA LA SUA SPESUCCIAPoco dopo, verso le tre, Courfeyrac stava passando per caso in via Mouffetard, in compagnia di Bossuet. La neve infittiva riempendo ogni spazio e Bossuet stava dicendo a Courfeyrac:


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I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





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