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      Lo sguardo di Leblanc era fisso su Jondrette e quello di Jondrette sull'uscio; e l'attenzione spasmodica di Mario andava dall'uno all'altro. Leblanc pareva chiedersi: «È un idiota?» E Jondrette ripetè due o tre volte con tutte le diverse inflessioni del genere monotono e supplice: «Non mi resta che buttarmi nel fiume! L'altro giorno, ho disceso a questo scopo tre scalini dalla parte del ponte d'Austerlitz
      Ad un tratto, la sua pupilla spenta s'illuminò d'una fiamma orrenda; quell'ometto si rizzò e divenne spaventoso, fece un passo verso Leblanc e gli gridò con voce tonante:
      «Ma non si tratta di questo! Mi riconoscete?»
      XX • L'AGGUATOIn quel momento l'uscio della stamberga s'era aperto, lasciando vedere tre uomini in camiciotto di tela celeste, mascherati con maschere di carta nera. Il primo era magro e portava un lungo randello ferrato; il secondo, una specie di colosso, teneva in mano, prendendolo a metà manico, col ferro in basso, un maglio di quelli usati per scannare i buoi ed il terzo, dalle spalle quadre, meno magro del primo e meno massiccio del secondo, impugnava un'enorme chiave, rubata a qualche porta di prigione.
      Jondrette pareva aspettasse per l'appunto l'arrivo di quegli uomini. Un rapido dialogo s'impegnò fra lui e l'uomo del randello, il magro.
      «È tutto pronto?» chiese Jondrette.
      «Sì,» rispose l'uomo magro.
      «E dov'è dunque, Montparnasse
      «Il primo attor giovane s'è fermato a discorrere con tua figlia.»
      «Quale?»
      «La maggiore.»
      «V'è la carrozza da piazza, dabbasso?»
      «Sì.»
      «E la carrozzella è pronta?


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I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





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