Pagina (1091/1886)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Talvolta la coscienza dell'uomo onesto doveva riprender fiato, tanto era il disagio in quell'aria in cui i sofismi s'univano alle verità. Le menti tremavano nell'ansietà sociale, come le foglie all'avvicinarsi d'un uragano; la tensione elettrica era tale, che in certi momenti il primo venuto, un ignoto, dava luce; poi l'oscurità crepuscolare ricadeva. Di tanto in tanto, profondi e sordi brontolii potevano far giudicare della quantità di fulmini insiti nella nube.
      Erano appena trascorsi venti mesi dalla rivoluzione di luglio e l'anno 1832 s'era aperto con un aspetto d'imminente minaccia. La miseria del popolo, i lavoratori senza pane, l'ultimo principe di Condé sparito nelle tenebre, Bruxelles che aveva scacciato i Nassau, come Parigi i Borboni, il Belgio che s'offriva ad un principe francese e veniva dato ad uno inglese, l'odio russo di Nicola, dietro di noi due demoni del mezzodì, Ferdinando in Ispagna e Michele in Portogallo, il terreno vacillante in Italia, Metternich che stendeva le mani su Bologna, la Francia che strapazzava l'Austria ad Ancona, al nord un sinistro rumore di martello, che tornava ad inchiodare la Polonia nel suo sepolcro, in tutta l'Europa sguardi irritati che spiavano la Francia, l'Inghilterra, alleata sospetta, pronta a dare una spinta a quel che vacillasse ed a gettarsi su chi fosse caduto, la parìa che si rifugiava dietro il Beccaria per rifiutare quattro teste alla legge, i fiordalisi cancellati dalla carrozza del re, la croce strappata da Notre Dame, Lafayette diminuito, Lafitte rovinato, Beniamin Constant morto nell'indigenza, Casimire Périer morto sfinito dalle fatiche del potere; la malattia politica e la sociale che scoppiavano ad un tempo nelle due capitali del regno, città del pensiero, la prima, città del lavoro, la seconda; a Parigi la guerra civile, a Lione la guerra servile; lo stesso baglior di fornace nelle due città; la luce purpurea del cratere sulla fronte del popolo; il mezzogiorno reso fanatico, l'occidente turbato, la duchessa di Berry nella Vandea, i complotti, le cospirazioni, le sollevazioni, il colera aggiungevano al sinistro rombo delle idee il sinistro tumulto degli avvenimenti.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





Condé Bruxelles Nassau Parigi Borboni Belgio Nicola Ferdinando Ispagna Michele Portogallo Italia Metternich Bologna Francia Austria Ancona Polonia Europa Francia Inghilterra Beccaria Notre Dame Lafayette Lafitte Beniamin Constant Casimire Périer Parigi Lione Berry Vandea