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      «Va ancora al Lussemburgo?» «No, signore.» «Viene in questa chiesa, nevvero, a sentir la messa?» «Non ci viene più.» «Abita sempre in questa casa?» «Ha sloggiato.» «Dov'è andata ad abitare?» «Non lo ha detto.»
      Che cosa sinistra non conoscere l'indirizzo della nostra anima!
     
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      L'amore ha delle fanciullaggini e le altre passioni hanno delle meschinità. Vituperio alle passioni che rendon l'uomo piccolo! Onore a quella che lo rende fanciullo!
     
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      Sapete? Cosa strana: mi trovo al buio. V'è un essere che, nell'andarsene, ha portato via il cielo.
     
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      Oh! Esser coricati fianco a fianco nella stessa tomba, la mano nella mano e, ogni tanto, nelle tenebre, accarezzarci un dito dolcemente, basterebbe alla mia eternità.
     
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      O voi che soffrite, perché amate, amate ancor più: Morir d'amore, significa viverne.
     
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      Amate. Una cupa trasfigurazione stellata va congiunta a quel supplizio. V'è un'estasi nell'agonia.
     
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      O felici gli uccelli! Hanno il canto perché hanno il nido.
     
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      L'amore è una celeste respirazione dell'aria del paradiso.
     
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      Cuori profondi e menti sagge, prendete la vita come Dio l'ha fatta. Essa è una lunga prova, un'intelligibile preparazione al destino ignoto; codesto destino, il vero, incomincia per l'uomo al primo scalino dell'interno della tomba. Allora gli appare qualche cosa ed egli incomincia a distinguere ciò ch'è definitivo. Pensate a questa parola, definitivo; i vivi vedono l'infinito, ma solo ai morti è dato di vedere ciò ch'è definitivo. Nel frattempo, amate e soffrite, sperate e contemplate.


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I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





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