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      Lo cercarono tra i feriti, non v'era; lo cercarono fra i morti, non v'era. Evidentemente, era prigioniero.
      Combeferre disse ad Enjolras:
      «Essi tengono il nostro amico, ma noi abbiamo il loro agente. Ci tieni proprio alla morte di quella spia?»
      «Sì,» rispose Enjolras; «ma meno che alla vita di Jean Prouvaire.» Ciò accadeva nella sala a terreno, vicino al palo di Javert.
      «Ebbene,» riprese Combeferre «attaccherò il fazzoletto ad un bastone e andrò come parlamentare ad offrire di scambiare il loro uomo col nostro.»
      «Ascolta,» disse Enjolras, posando la mano sul braccio di Combeferre. In fondo alla via si produceva un significativo fragor d'armi.
      Si sentì una voce maschia gridare:
      «Viva la Francia! Viva l'avvenire!»
      E si riconobbe la voce di Jean Prouvaire.
      Balenò un lampo ed una detonazione echeggiò. Poi tornò il silenzio.
      «L'hanno ucciso!» esclamò Combeferre.
      Enjolras guardò Javert e gli disse
      «I tuoi amici ti hanno fucilato.»
      VI • DOPO L'AGONIA DELLA VITA QUELLA DELLA MORTEUna singolarità di quel genere di guerra sta nel fatto che l'attacco alle barricate si fa quasi sempre di fronte e che in generale gli assalitori s'astengono dall'aggirare la posizione, sia che temano imboscate, sia che paventino di cacciarsi nelle vie tortuose. Tutta l'attenzione degli insorti era rivolta quindi alla grande barricata, evidentemente il punto sempre minacciato e dove la lotta doveva infallibilmente ricominciare. Pure, Mario pensò alla piccola barricata e vi si recò: era deserta e custodita soltanto dalla lanterna vacillante tra le pietre.


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I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





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