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      La scrittura s'era impressa sulla carta asciugante e lo specchio la rifletteva.
      E risultava ciò che in geometria si chiama l'immagine simmetrica; di modo che la scrittura, rovesciata sulla carta asciugante, s'era raddrizzata nello specchio e presentava il suo senso naturale. Così Jean Valjean aveva sotto gli occhi la lettera scritta il giorno prima da Cosette a Mario
      Era semplice e fulminante.
      Valjean si diresse verso lo specchio e rilesse le tre righe; ma non credette ai suoi occhi. Gli pareva d'averle viste nel bagliore d'un lampo Era un'allucinazione, era impossibile, non poteva essere.
      A poco a poco, la sua percezione divenne più precisa; guardò il quinternetto di carta asciugante di Cosette e il senso del reale gli ritornò. Prese la carta asciugante e disse: «La cosa proviene da questo.» Esaminò febbrilmente le tre righe impresse sulla carta asciugante; ma le lettere rovesciate formavano un bizzarro scarabocchio, ed egli non vi scorse alcun senso. Allora disse fra sé: «Ma questo non significa nulla; qui sopra non è scritto nulla,» e respirò a pieni polmoni, con inesplicabile sollievo. Chi non ha avuto tali sciocche gioie nei momenti terribili? L'anima si arrende alla disperazione solo dopo aver esaurito tutte le illusioni.
      Egli teneva la carta asciugante in mano e l'andava contemplando, stupidamente contento, quasi pronto a ridere dell'allucinazione di cui era stato vittima; ma ad un tratto i suoi sguardi ricaddero sullo specchio e rivide la visione: le tre linee vi si disegnavano con una nitidezza inesorabile.


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I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





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