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      O fratelli miei, è questo il luogo di congiunzione di coloro che pensano e di coloro che soffrono! Questa barricata non è fatta di pietre, né di travi, né di ferraglie, ma d'idee e di dolori accumulati, la miseria v'incontra l'ideale e il giorno vi abbraccia la notte e le dice: 'Io morirò con te e tu rinascerai con me'. Dalla stretta di tutte le desolazioni scaturisce la fede. I dolori recano qui la loro agonìa, e le idee la loro immortalità; e quest'agonia e questa immortalità stanno per congiungersi e per comporre la nostra morte. Chi muore qui, fratelli, muore nella luce dell'avvenire, e noi stiamo per entrare in una tomba tutta colma d'aurora.»
      Enjolras s'interruppe, più che non tacesse. Le sue labbra si muovevano in silenzio, come continuasse a parlare a se stesso; ciò fece sì che, attenti e come se cercassero di sentirlo ancora, gli ascoltatori lo guardarono. Non vi furono applausi, ma un mormorio lungo; poiché la parola è soffio, i fremiti dell'intelligenza somigliano al fremere delle foglie.
      VI • MARIO TURBATO E JAVERT LACONICODiciamo ora quel che passava per la mente di Mario.
      Il lettore ricorderà il suo stato d'animo. Come abbiamo fatto presente or ora, per lui tutto era allucinante e la sua capacità di stimare le cose era turbata. Mario (insistiamo su questo punto) si trovava sotto l'ombra delle grandi ali nere che si spiegano sugli agonizzanti; sentiva d'esser entrato nella tomba, gli sembrava d'esser già al di là della muraglia e vedeva le facce dei vivi solo cogli occhi d'un morto.


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I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





Mario