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      Cosette, coi capelli nel sole e l'anima nelle chimere, rischiarata dall'amore nell'intimo e dall'aurora all'esterno, si chinò quasi macchinalmente e, senza poter osare di confessare a se stessa ch'ella pensava nello stesso tempo a Mario, si mise a guardare quegli uccelli, quella famiglia, quel maschio e quella femmina, quella madre e quei piccoli, col profondo turbamento che un nido dà a una vergine.
      XI • IL COLPO DI FUCILE CHE NON FALLISCE LA MIRA E NON UCCIDE NESSUNO.
      Il fuoco degli assalitori continuava e la moschetteria e la mitraglia si alternavano, senza grandi guasti, in verità. Solo la parte alta della facciata di Corinto soffriva del tiro: la finestra del primo piano e gli abbaini del tetto, crivellati di pallottole e di schegge, andavano lentamente deformandosi, ed i combattenti che vi si erano appostati avevan dovuto scomparire. Del resto, quest'è la tattica dell'assalto alle barricate: sparare a lungo, per consumare le munizioni degli insorti, qualora commettessero l'errore di rispondere; e poi, quando dal rallentare del fuoco ci si accorge ch'essi non hanno più né palle né polvere, dare l'assalto. Ma Enjolras non era caduto in quel tranello e la barricata non rispondeva affatto.
      Ad ogni fuoco di fila, Gavroche gonfiava le gote colla lingua, segno di profondo disprezzo.
      «Benissimo,» diceva. «Stracciate pure la tela; tanto, ci occorrono le filacce.»
      Courfeyrac interpellava la mitraglia sul poco effetto da essa prodotto e diceva al cannone:
      «Stai diventando prolisso, mio povero vecchio.


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I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





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