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      Una parola ancora, prima di rientrare nella mischia.
      Un combattimento come quello che stiamo raccontando in questo momento non è altro che una convulsione verso l'ideale. Il progresso in ceppi è malaticcio ed ha di queste tragiche epilessie; questa malattia del progresso, la guerra civile, dovevamo per forza incontrarla, poiché è una di quelle fasi fatali, atto e intermezzo nello stesso tempo, di questo dramma, il perno del quale è un dannato sociale e il vero titolo del quale è il Progresso.
      Il Progresso! Questo grido che gettiamo spesso è tutto il nostro pensiero; e, al punto di questo dramma in cui ci troviamo, dato che l'idea in esso contenuta ha ancora da subire più d'una prova, ci è forse permesso, se non di sollevarne il velo, almeno di lasciarne trasparire chiaramente il bagliore.
      Il libro che il lettore ha sotto gli occhi in questo istante è, dal principio alla fine, nel suo insieme e nei suoi particolari, e quali che ne siano le intermittenze, le eccezioni e le manchevolezze, il cammino dal male al bene, dall'ingiusto al giusto, dal falso al vero, dalla notte al giorno, dall'appetito alla coscienza, dal fermento alla vita, dalla bestialità al dovere, dall'inferno al cielo, dal nulla a Dio. Punto di partenza, la materia; punto d'arrivo, l'anima. L'idra al principio, l'angelo alla fine.
      XXI • GLI EROIAd un tratto, il tamburo batté la carica.
      L'attacco fu un uragano. La vigilia, nell'oscurità, la barricata era stata avvicinata in silenzio, come da un boa; ma ora, in piena luce, in quella via fatta ad imbuto, la sorpresa era assolutamente impossibile; del resto la viva forza s'era già smascherata, col ruggito del cannone.


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I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





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