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      Quanto ai cinquecentottantaquattromila franchi, erano un legato fatto a Cosette da una persona morta, che desiderava restare incognita; il legato originario era di cinquecentonovantaquattromila franchi, ma diecimila franchi erano stati spesi per l'educazione della signorina Eufrasia, di cui cinquemila nel convento stesso. Quel legato, depositato nelle mani d'un terzo, doveva venir consegnato a Cosette alla sua maggior età o al suo matrimonio. Complesso, come si vede, accettabilissimo, soprattutto con un assegno di mezzo milione; è vero che v'erano qua e là talune cose singolari; ma nessuno le vide, poiché uno degli interessati aveva gli occhi bendati dall'amore e tutti gli altri dall'interesse.
      Cosette seppe così di non esser figlia di quel vecchio che aveva così a lungo chiamato padre; egli era solo un parente, ed un altro Fauchelevent era il suo vero padre. In qualunque altro momento, una cosa simile l'avrebbe straziata; ma nell'ora ineffabile che stava attraversando, fu solo una lieve ombra, un oscuramento, e tanta era la gioia di lei, che quella nube durò poco. Aveva Mario: giungeva il giovane ed il vecchio si cancellava. Così è la vita.
      Eppoi, Cosette era avvezza da molti anni a vedersi intorno enigmi d'ogni specie; ed ogni essere che abbia avuto un'infanzia misteriosa è sempre pronto a certe rinunce. Pure, ella continuò a dire a Valjean, papà.
      Cosette, rapita, era entusiasta di papà Gillenormand. È vero ch'egli la colmava di madrigali e di doni; poiché, mentre Valjean fabbricava a Cosette uno stato normale nella società e una condizione finanziaria inattaccabile, Gillenormand vegliava sui regali di nozze.


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I miserabili
di Victor Hugo
pagine 1886

   





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