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      Tutti i signori della corte, parimenti un bisbiglìo. Lui fu costretto a dirgnene alla moglie: - «Tu bisogna che mi faccia una grazia: ma bada a non dir di no. La corte c'è tutto un bisbiglìo: se io ho preso un cane, se io ho preso una scimmia. Tu, bisogna che tu ti faccia vedere ai sudditi, che tu decida un'ora.» - Allora lei la dice: - «Dalle undici a mezzogiorno, starò sul terrazzino.» - Figuratevi le genti, da dove le venivano: da tutte le parti! Messi i bandi alle cantonate, dicevano - «Qui ci ha da essere una meraviglia.» - Eccoti, questo briccone d'assassino capita lì; legge: dalle undici al mezzogiorno la Regina su il terrazzino: - «Oh!» - dice - «vo' vederla.» - Si mette sotto il terrazzino e la riconosce, e fa così: si morde il dito e gli accenna così minacciando. Quella lo riconosce e la va giù svenuta e si sfragella tutta la testa. La vecchia chesente questo colpo e la va di là e trova la ragazza che tutta sanguina, chè s'era spaccata la testa, principia a urlare. Corre il Re e vede questo spettacolo. La dice la vecchia al Re: - «L'avete avuta di farla vedere, l'avete avuta! Cos'avete ricavato di farla vedere a il pubblico? La vedete come gli è questa donna?» - Corre subito i medici; con balsami; gli fasciano la testa e la mettono a letto; quattro o cinque giorni, la stava benino. Venghiamo a questo briccone, che lascia passare un tempo: poi si veste da signorone e chiede di andare a udienza. L'udienza principia: mille discorsi, mille complimenti a il Re. Per la quale questo Re rimane incantato e gli dice se vol restare a mangiare una zuppa da lui.


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La novellaja fiorentina
Fiabe e novelline
di Vittorio Imbriani
Editore Vigo Livorno
1877 pagine 708

   





Regina