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      » - Entra la sorella, che dava a intendere, che gli era del signor Giovanni. - «Oh» - dice: «che gli è questa la sposa del mio fratello?» - La gli s'avventa a i' collo e la bacia fortemente dall'allegrezza e dalla consolazione. Vecchia birbona! - «Carissima cognata, avete appetito, eh?» - «Dirò, che ho viaggiato tutta la notte e tutto il giorno....» - «Apparecchia e dàlle da mangiare e bere.» - La mette a tavola. Dopo mangiato e bevuto e tutto: - «Gradireste di andare a riposare, cara cognata?» - la gli fa la sposa. - «Eh gradirei volentieri; sì andiamo.» - Si alzano, la prende sotto il braccio e la porta in un altro quartiere. La fa questa vecchia: - «Ditemi un po', cara cognata, che l'è la camera di mio fratello, questa qui?» - «Eh nò.» - «Voglio vedè' la camera d'i' mio fratello, io.» - Ecco, gli fa: - «Volete vedè' la camera del vostro fratello? Venite, venite.» - «Oh, stasera, non essendoci lui a dormire, voglio stare a dormire io nel posto, che dovrebbe starci i' mio fratello.» - Si spogliano tutte e due; e se ne vanno a letto le cognate. Quando è questa vecchia, che sente, che questa cognata aveva attaccato il sonno, adagio, adagio sguscia d'i' letto, prende il suo lapis, che lei aveva portato, e carta; e disegna tutta la camera come la stava; letto, poltrona e tutto, come stava la camera, e la disegna. Sopra il suo buffetto, sopra il suo comò, via, aveva posate tutte le sue gioje, che l'aveva in dito, la sposa. La va e gli prende i' più bel giojello, che lei avesse, questa vecchia, che lei avesse su i' cassettone; poi la gli va intorno i' letto, adagio adagio te la scopre, tutti i panni, che lei aveva in dosso; la gli piglia un brucchio di capelli, che lei aveva dalla collottola e la gli taglia per portagli come contrassegni anche quelli.


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La novellaja fiorentina
Fiabe e novelline
di Vittorio Imbriani
Editore Vigo Livorno
1877 pagine 708

   





Giovanni