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      Egli, inoltre, avrà facoltà di avvolgere una pelle d'ariete intorno al braccio sinistro, per parare i colpi dell'avversario.
      Entrambi si spogliano di ogni indumento, e si dispongono l'uno di fronte all'altro, sopra uno spazio pianeggiante poco lontano dalla Pollera, mentre i guerrieri liguri e romani fanno circolo intorno ai due campioni. Tra l'uno e l'altro non potrebbe esser maggiore il contrasto: Urus è alto, muscoloso, tarchiato, barbuto; il suo capo enorme è coperto di una chioma rossiccia, tutta arruffata. Nella fronte bassa, nelle mandibole robuste, nelle braccia villose trasparisce la sua forza brutale, cui si unisce l'indole feroce, accusata dall'ampia bocca atteggiata a sogghigno e dai piccoli occhi tondi, iniettati di sangue.
      Quanto è diverso Odé! Piccolo, mingherlino, ossuto, si distingue pel capo singolarmente allungato, coperto di cappelli crespi nerissimi, e per gli zigomi prominenti. Il suo volto è illuminato da occhi vivi e penetranti, assai mobili, infossati in occhiaie profonde e quadrate; ha il mento quasi imberbe. Nell'espressione del suo volto arcigno si legge ad un tempo l'energia e l'astuzia. Oltre alla forma del capo e alle fattezze, l'esilità degli arti non conferisce venustà alla sua persona, la quale tuttavolta si palesa nelle movenze singolarmente agile e svelta.
      Mentre dai maggiorenti dei due campi si stabilivano i termini della tenzone, un gruppo di Liguri che stava un po' appartato, mormorava sogghignando. E uno di loro disse ad alta voce, per modo che fu udito da tutti: "ecco a quali estremi ci ha condotti il Nibbio!


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Fra le nebbie del passato
Cacce battaglie e amori degli antichi liguri
di Arturo Issel
Nicola Zanichelli Editore Bologna
1920 pagine 69

   





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