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      Gesù ci vuol vigili e solerti: non lo dimentichiamo.
      «Tardando lo sposo, si appisolarono tutte e si addormentarono» segue la parabola.
      Si addormentarono perchè tardava la ricompensa al buon volere, perchè indugiava troppo ad esser raggiunto lo scopo prefisso. Ecco la stanchezza fatale, ecco il languore pericoloso, ecco il terribile momento d'abbandono di cui il nemico approfitta. Guai al sonno delle anime! Guai a perdere di mira il fine nobile e degno a cui ognuno deve tendere per perfezionarsi e diffondere intorno, ad esempio del Maestro Divino, tutto il conforto, tutto il bene che può. Quanti perdono il coraggio, dopo avere riconosciuta la vanità d'uno sforzo, dopo la prima sconfitta del loro ideale, dopo un dato tempo d'attesa. Ma perchè mettere dei limiti di mesi, di anni, alla Grazia? Non è essa una cosa fuor del tempo e del mondo?
      «Dio concede ad un tratto ciò che lungamente negò» è detto nell'Imitazione. Dobbiamo, quindi, credere sempre che l'ora dell'adempimento sia vicina e trovarci sempre pronti ad accoglierla in modo degno.
      «A mezza notte si levò un grido: Ecco lo sposo, uscitegli incontro.
      «Allora s'alzarono tutte quelle vergini e acconciarono le loro lampade. Ma le stolte dissero alle avvedute: Dateci del vostro olio, chè le nostre lampade si spengono.
      «Risposero le avvedute dicendo: Che poi non basti nè a voi nè a noi; andate piuttosto da' venditori e compratevene».
      Giunge all'improvviso l'ora della gioia come quella del dolore. Ma anche la gioia, anche il realizzarsi d'un evento desiderato non ci darà dolcezza se non avremo l'anima preparata a sentirla in modo superiore.


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Pagine mistiche
di Jolanda
Editore Cappelli
1919 pagine 168

   





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