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      Ma in realtà non è così. Gli anni giovanili sono i più penosi, perché allora siamo sotto il giogo, di rado possiamo avere un amico vero e più di rado ancora godere la libertà. Orazio aveva già detto:
      Multa tulit fecitque puer sudavit et alsit.
     
      41. I fanciulli hanno da essere istruiti solo in quelle cose che si addicono all'età loro. Molti genitori si rallegrano tutti vedendo i loro figli parlare col senno proprio de' vecchi. Ma da figliuoli di questa sorta per lo più non si ricava niente. Un fanciullo non può avere che la prudenza di fanciullo: e' non dev'essere un cieco imitatore. Ora, un fanciullo che vi pone davanti le massime del senno proprio degli uomini, va fuori della via tracciata alla sua età, e non fa che imitare servilmente. Egli dee avere solamente l'intelligenza d'un fanciullo, e non deve mettersi in evidenza così presto. Un fanciullo cosiffatto non diventerà mai un uomo illustre e d'una mente serena. Non si può egualmente tollerare un fanciullo che voglia già eseguire tutte le mode, per esempio, farsi radere, portare anelli ed anche una tabacchiera. E' diviene così un individuo affettato, che non rassomiglia punto ad un fanciullo. Una vera società civile per lui è un peso, e finisce per mancargli del tutto il vero coraggio dell'uomo. Bisogna dunque combattere per tempo la sua vanità, o, meglio ancora, non fornirgli occasione di diventar vano. Il che appunto avviene quando non facciamo che ripetere ai fanciulli che sono belli, che questa o quella acconciatura di capelli torna loro a meraviglia, o che si promette o dà loro quella parrucca come un premio.


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La pedagogia
di Immanuel Kant
Paravia Torino
1925 pagine 96