Pagina (65/282)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Non trovando compratori nella massa di contadini rimasti poveri; non possedendo la materia prima, e non potendo esportare i proprii prodotti, in parte per cagione della sospensione del commercio e sovratutto per effetto del decentramento delle industrie, essa non potrà che vegetare, mettendo sul lastrico gli operai; talchè questi battaglioni di affamati saranno pronti a sottomettersi al primo intrigante venuto, oppure a ritornare all'antico regime, purchè loro garantisca il lavoro.
      Oppure, finalmente, espropriate i padroni della terra e rendete l'officina ai lavoratori; ma senza colpire quel nugolo d'intermediari i quali speculano oggi sulle farine e sui grani, sulla carne e sulle droghe nei grandi centri, nello stesso tempo che smerciano i prodotti delle nostre manifatture. Ebbene, quando lo scambio si arresterà, ed i prodotti non circoleranno; quando Parigi mancherà di pane e Lione non troverà più compratori per le sue sete, la reazione ritornerà terribile, calpestando i cadaveri, scaricando le mitragliatrici nelle città e nelle campagne, come ha fatto nel 1815, nel 1848 e nel 1871.
      Tutto si sorregge mutualmente nelle nostre società, ed è impossibile riformar la parte senza scuotere l'insieme.
      Il giorno in cui si colpirà la proprietà privata in una qualunque delle sue forme - fondiaria o industriale - si sarà costretti a colpirla in tutte le altre. Lo stesso successo della Rivoluzione l'imporrà.
      Del resto quand'anche lo si volesse, non potremmo limitarci ad una espropriazione parziale.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

La conquista del pane
di Petr Alekseevic Kropotkin
Libreria internazionale d'avanguardia Bologna
1948 pagine 282

   





Parigi Lione Rivoluzione