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      E pure hanno tutti un'impronta comune.
      Il popolo si batte per rovesciare l'antico regime, e versa il suo sangue prezioso. Poi, dopo aver dato una nuova strappata alla sua catena, rientra nell'ombra. Un governo composto di uomini più o meno onesti si forma allora, e si incarica di organizzare: - La Repubblica nel 1793; il Lavoro nel 1848; la Comune libera nel 1871.
      Questo governo imbevuto d'idee giacobine, si preoccupa prima di tutto di questioni politiche: riorganizzazione della macchina del potere, epurazione dell'amministrazione, separazione della Chiesa e dello Stato, libertà civile e via di seguito.
      È vero che i circoli operai sorvegliano i nuovi governanti, e spesso, anche impongono ad essi le loro idee. Ma in questi stessi circoli, che gli oratori siano borghesi o lavoratori, è sempre l'idea borghese che predomina. Si parla molto di questioni politiche - si dimentica la questione del pane.
      In queste epoche memorande furono lanciate molte grandi idee, - idee che hanno agitato il mondo; furono pronunziate parole, che fanno battere ancora i nostri cuori a più d'un secolo di distanza.
      Ma il pane mancava nei sobborghi.
      Non appena la rivoluzione scoppiava, il lavoro cessava inevitabilmente. La circolazione dei prodotti si arrestava, i capitali si rimpiattavano. Il padrone nulla aveva a temere di quelle epoche: viveva delle sue rendite, se anche non speculava sulla miseria; ma il salariato si vedeva ridotto a vivacchiare dall'oggi al domani. La carestia si annunziava spaventosa.
      La miseria appariva - una miseria come mai non s'era vista uguale sotto l'antico regime.


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La conquista del pane
di Petr Alekseevic Kropotkin
Libreria internazionale d'avanguardia Bologna
1948 pagine 282

   





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