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      Ebbene! noi non ci muoviamo da qui: Occorre assicurare il pane al popolo insorto, e bisogna che la questione del pane preceda tutte le altre. Se essa è risoluta nell'interesse del popolo, la rivoluzione sarà sulla buona strada; imperocchè per risolvere la questione delle derrate, necessita accettare un principio di uguaglianza che s'imporrà, escludendo ogni altra soluzione.
      È certo che la prossima rivoluzione, - simile in questo a quella del 1848, - scoppierà in mezzo ad una formidabile crisi industriale. Da una dozzina di anni(15) noi siamo in pieno fermento, e la situazione non può mancare di aggravarsi. Tutto infatti vi contribuisce: la concorrenza delle nazioni giovani, le quali entrano in campo per contendersi il predominio dei vecchi mercati, le guerre, le imposte sempre crescenti, i debiti degli Stati, l'incertezza del domani, le grandi imprese lontane.
      Vi sono in Europa milioni di lavoratori che in questo momento mancano di lavoro. E sarà peggio ancora quando la Rivoluzione sarà scoppiata, e si propagherà come il fuoco messo a una striscia di polvere. Il numero degli operai senza lavoro si raddoppierà non appena in Europa o negli Stati Uniti si inizierà il movimento rivoluzionario. - Che fare dunque, per assicurare il pane a queste moltitudini?
      Noi non sappiamo abbastanza se le persone che si dicono pratiche si sono mai imposte questa questione in tutta la sua crudezza. Ma ciò che noi sappiamo si è ch'esse vogliono mantenere il salariato; aspettiamoci dunque a veder propugnata l'istituzione degli «opifici nazionali» e dei «lavori pubblici» per dare il pane ai disoccupati.


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La conquista del pane
di Petr Alekseevic Kropotkin
Libreria internazionale d'avanguardia Bologna
1948 pagine 282

   





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