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      Ebbene, il più gran servizio che la Rivoluzione potrà rendere all'umanità, sarà quello di creare una situazione nella quale ogni sistema di salariato diventi impossibile, inapplicabile, e dove s'imponga, come sola soluzione da accettarsi, il Comunismo, negazione del salariato.
      Imperocchè, ammettendo che la modificazione collettivista sia possibile, se essa si può fare gradualmente durante un'epoca di prosperità e di tranquillità, (noi ne dubitiamo molto per conto nostro, anche in tali condizioni), - sarà però impossibile in un periodo rivoluzionario, perchè il bisogno di nutrir milioni di esseri si affaccerà imperioso fin dalle prime scaramuccie. Una rivoluzione politica può farsi senza che l'industria abbia a soffrirne e ne sia scossa; ma una rivoluzione sociale condurrà inevitabilmente ad una sosta improvvisa degli scambii e della produzione. I milioni dello Stato non basterebbero a pagare i salari dei milioni di disoccupati.
      Noi non ci stancheremo mai d'insistere su questo punto; la riorganizzazione dell'industria su nuove basi (e noi dimostreremo presto l'immensità di questo problema) non si farà in alcuni giorni, e il proletario non potrà mettere al servigio dei teorici del salariato anni interi di miseria. Per superare il primo periodo d'imbarazzo, reclamerà ciò che ha sempre reclamato in simili contingenze: la messa in comune delle derrate, - e la loro ripartizione in razioni.
      Si avrà un bel predicare la pazienza; ma il popolo non pazienterà più; e se tutte le derrate non verranno messe in comune, egli saccheggerà i forni.


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La conquista del pane
di Petr Alekseevic Kropotkin
Libreria internazionale d'avanguardia Bologna
1948 pagine 282

   





Rivoluzione Comunismo Stato