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      Si è tentato di creare il brevetto, e se ne conoscono i risultati. L'inventore affamato lo vende per pochi soldi, e colui il quale non ha fatto che prestare il capitale, intasca i benefici, spesso enormi, dell'invenzione. Inoltre il brevetto isola l'inventore. L'obbliga a tener segrete le sue ricerche, che spesso non concludono che ad un tardo insuccesso; mentre che la più semplice suggestione proveniente da un altro cervello meno assorbito dall'idea fondamentale, basta talvolta per secondare l'invenzione, renderla pratica. Come ogni autorità, la patente non fa che ostacolare il progresso della industria.
      Ingiustizia stridente in teoria, - giacchè il pensiero non può essere brevettato, - il brevetto, come risultato pratico, è uno dei più grandi ostacoli per lo sviluppo rapido dell'invenzione.
      Ciò che occorre per favorire il genio della scoperta, è dapprima il risveglio del pensiero; è l'audacia della concezione che tutta la nostra educazione contribuisce ad affievolire; è il sapere sparso a piene mani, che centuplica il numero dei ricercatori; è finalmente la coscienza che l'umanità farà un passo innanzi, imperocchè il più delle volte è l'entusiasmo, o talvolta l'illusione del bene, che ha ispirato tutti i grandi benefattori.
      Solo la Rivoluzione Sociale può comunicare quest'urto al pensiero, quest'audacia, questo sapere, questa convinzione di lavorare a vantaggio di tutti.
      Allora si vedranno le vaste officine provviste di forza motrice e d'istrumenti di ogni specie, gl'immensi laboratori industriali aperti a tutti gl'indagatori.


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La conquista del pane
di Petr Alekseevic Kropotkin
Libreria internazionale d'avanguardia Bologna
1948 pagine 282

   





Rivoluzione Sociale