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      S'essa sapesse che la «codardia dello spirito» è lo scoglio contro il quale tutte le rivoluzioni fino ad oggi si sono infrante!
     
     
      VI.
     
      È facile percepire i nuovi orizzonti che la prossima Rivoluzione Sociale dischiuderà.
      Ogni volta che noi parliamo della Rivoluzione, il lavoratore serio che ha visto tanti bambini privi di nutrimento, aggrotta le ciglia e ci ripete ostinatamente: - «E il pane? Non ne mancherà forse, se tutti vorranno mangiarne sino a saziarsi? E se la campagna ignorante, eccitata dalla reazione, affama la città, come fecero nel 1793 le bande nere della Vandea e delle altre provincie francesi - che cosa accadrà?».
      Che la campagna si provi a farlo! Le grandi città non avranno alcun bisogno d'essa. Infatti, in che cosa s'impiegheranno quelle centinaia di migliaia di lavoratori che oggi soffocano d'asfissia nei piccoli laboratori e nelle manifatture, il giorno in cui saranno rivendicati a libertà? Continueranno dessi, anche dopo la rivoluzione, a rimanere rinchiusi nelle officine? Continueranno a fabbricare ninnoli di lusso per l'esportazione, quando vedran forse il grano esaurirsi, la carne farsi sempre più rara, i legumi sparire senza essere riforniti?
      Certamente no! Usciranno dalla città e anderanno nei campi! Aiutati dalla macchina che anche ai più deboli fra noi permetterà di arrecare il nostro contributo all'opera sociale, essi porteranno la rivoluzione nella coltivazione di un passato avvinto alla schiavitù, come l'avran già portato e nelle istituzioni e nelle idee.


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La conquista del pane
di Petr Alekseevic Kropotkin
Libreria internazionale d'avanguardia Bologna
1948 pagine 282

   





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