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      I coloni australiani provano la massima difficoltà nell'ingannare la scaltrezza dei pappagalli; ma se l'uomo, con tutti gli artifici e le armi, riesce ad ucciderne qualcuno, i cacatoa diventano così prudenti e così vigilanti che a partire da questo momento, essi sventano tutti gli stratagemmi.59
      Senza dubbio, l'abitudine della vita in società permette ai pappagalli di raggiungere questo alto livello d'intelligenza quasi umana e quei sentimenti quasi umani che loro riconosciamo. La loro grande intelligenza à condotto i migliori naturalisti a descrivere qualche specie, particolarmente il pappagallo grigio, come «l'uccello uomo». Quanto al loro reciproco attaccamento, si sa che quando un pappagallo è stato ucciso da un cacciatore, gli altri volano al di sopra del cadavere del loro compagno con delle grida lamentose ed essi stessi «divengono vittime della loro amicizia», come dice l'Audubon; quando due pappagalli prigionieri, benchè appartenenti a due specie diverse, ànno contratta un'amicizia reciproca, la morte accidentale di uno dei due amici è seguita qualche volta dalla morte dell'altro che soccombe di dolore e di tristezza. Non è meno evidente che il loro stato di società fornisce loro una protezione infinitamente più efficace di qualsiasi sviluppo del becco e delle ali per quanto perfetto lo si immagini.
      Pochissimi uccelli rapaci e pochissimi mammiferi osano venir alle prese con i pappagalli, eccetto con quelli delle più piccole specie, e Brehm à ben ragione di dire dei pappagalli, come dice pure delle gru e delle scimmie socievoli, che non ànno proprio altri nemici che l'uomo; ed aggiunge: «È molto probabile che i più grandi pappagalli muoiano di vecchiaia, anzichè soccombere sotto l'artiglio dei nemici». Soltanto l'uomo, grazie alle armi ed all'intelligenza superiore, che deve pure alla associazione, riuscì a distruggerli in parte.


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Il mutuo appoggio fattore dell'evoluzione
di Petr Alekseevic Kropotkin
Libreria Internazionale di Avanguardia Bologna
1950 pagine 350

   





Audubon Brehm