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      Si doveva riparare con le scuse, fatte ad un tempo all'individuo ed al comune;171 e se una lite si terminava con colpi e ferite, colui che aveva assistito e non si era intromesso tra i combattenti veniva trattato come se egli stesso avesse inferto le ferite.172
      La procedura giudiziaria era imbevuta dello stesso spirito. Ogni disputa era dapprima trattata davanti dei mediatori e arbitri, e generalmente essi la appianavano, avendo l'arbitraggio una parte molto importante nelle societą barbare. Ma se il caso era troppo grave per essere risolto in questo modo, veniva portato davanti all'assemblea del comune che doveva «trovare la sentenza» e che la pronunciava sotto una forma condizionale; vale a dire: «tale compenso era dovuto, se il male fatto ad un altro era provocato»; e il male doveva essere provato, o negato, da sei o dodici persone, confermanti o neganti il fatto con giuramento. Nel caso di contraddizione tra le due serie di «congiurati», si sarebbe ricorso alla prova (con il duello, il fuoco od in altro modo).
      Una tale procedura, che restņ in vigore durante pił di duemila anni, dice abbastanza da se stessa; mostra come stretti fossero i legami tra i membri del comune. Per di pił, non v'era altra autoritą per appoggiare le decisioni dell'assemblea comunale che la sua propria autoritą morale. La sola minaccia possibile era di mettere fuori legge il ribelle, ma quella stessa minaccia era reciproca. Un uomo, scontento dell'assemblea, poteva dichiarare che abbandonava la tribł e passava ad un'altra tribł, - minaccia terribile, perchč chiamava ogni specie di sciagure sulla tribł che s'era mostrata ingiusta verso uno dei suoi membri.


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Il mutuo appoggio fattore dell'evoluzione
di Petr Alekseevic Kropotkin
Libreria Internazionale di Avanguardia Bologna
1950 pagine 350