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      I popoli, le nazioni, tutti insomma fino i contadini, e gli agricoltori sanno i loro nomi, e fanno a gara a dettagliare tutti i loro vizj, e ad accumulare su di loro mille oltraggi, mille villanie, e mille maledizioni. Tutte le loro preghiere tutti i loro voti sono contro di costoro. Ogni publica calamità, ogni pestilenza, ogni carestia viene per cagion loro, e loro rimproverata. Che se pure talvolta si rende loro qualche onore in apparenza, non si lascia però mai di detestargli nel cuore, e di avergli ancor più in orrore di qualunque bestia feroce. Questa la gloria, queste le onorificenze, che ricavano presso tutte le genti pel loro servire. Che se ogni uomo del popolo potesse avere un pezzetto del loro corpo sembra, che non sarebbe ancor soddisfatto, nè sbramato di vendetta pe' mali sofferti. E per verità ancor dopo la loro morte i posteri non son mai tanto pigri, che non denigrino i nomi di codesti divora popoli(34) coll'inchiostro di mille penne, cosicchè la loro riputazione viene lacerata in mille libri, e le loro ossa stesse vengono, per così dire, strascinate dalla posterità, punendogli ancora dopo la morte della loro pessima vita. Impariamo adunque una volta, impariamo a ben oprare. Innalziamo, o pel nostro onore, o per l'amore della stessa virtù gli occhi al cielo verso Iddio onnipossente, fedele testimonio delle nostre operazioni, e giudice giustissimo de' nostri delitti. Io per me sono di parere fermissimo, nè credo d'ingannarmi, ch'egli riserbi qualche tormento particolare colà giù nell'inferno pei tiranni, e pei loro complici, poichè non v'ha cosa più contraria ad un Dio tanto buono, e clemente, della tirannide.


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Discorso di Stefano della Boetie della schiavitù volontaria o il Contra uno
Etienne de la Boetie
di
1799 pagine 55

   





Iddio Dio