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      Da ciò derivano due conseguenze. Come k società non è un tutto omogeneo, anzi è un corpo di particolareggiata articolazione, anzi un multiforme complesso d'interessi antitetici, così accade, che alcune volte i reggitori dello stato tendano ad isolarsi, e in tale isolamento si contrappongano a tutta intera la società E poi in secondo luogo, accade, che organi e funzioni create la prima volta a benefizio di tutti, degenerino in abusi di consorterie, di conventicole e di camorre. Di qui le aristocrazie e le gerarchie nate dall'uso dei poteri politici, e di qui le dinastie; le quali formazioni, viste alla luce della semplice logica, paiono irrazionali del tutto.
      Da che c'è storia accertata, lo stato è cresciuto o è diminuito di poteri, ma non è mai più sparito, perché mai più vennero meno, nella società dei disuguali per economica differenziazione, le ragioni per mantenere e per difendere con la forza e con la conquista, o la schiavitù, o i monopolii, o il predominio di una forma di produzione, mediante la signoria dell'uomo su gli uomini. Onde poi lo stato è diventato come l'arena di una incessante guerra civile, che vi si svolge di continuo, anche se non appaia nelle forme strepitose dei Mario e dei Silla, delle giornate di Giugno e della secessione americana. Dentro allo stato ha sempre fiorito la corruzione dell'uomo per mezzo dell'uomo; perché, se non v'è forma di dominio che non trovi resistenza, non v'è resistenza che per gli urgenti bisogni della vita non possa degenerare in rassegnata accomodazione.


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Del materialismo storico
Dilucidazione preliminare
di Antonio Labriola
pagine 163

   





Mario Silla Giugno