Pagina (42/183)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Più che almanaccare su quei voti come arra dell'avvenire, secondo i calcoli qualche volta fallaci della illazione e della combinatoria statistica, mi sento ripieno di viva ammirazione per questo caso veramente nuovo ed imponente di pedagogica sociale: e, cioè, che in così stragrande numero di uomini, e segnatamente di operai e di piccoli borghesi, si formi una coscienza nuova, nella quale concorrono, in egual misura, il sentimento diretto della situazione economica, che induce alla lotta, e la propaganda del socialismo, inteso come meta o punto d'approdo. Questa divagazione mi fa nascere un ricordo. Io fui qui in Italia, o il primo, o certo fra i primi, a richiamare, con lo scritto e con la parola, più volte e insistentemente, l'attenzione di quella parte degli operai nostri, che erano e son capaci di muoversi su la linea della moderna lotta proletaria, verso l'esempio della Germania. Ma... non mi passò mai per il capo di credere, che l'imitazione dispensi alcuno dalla spontaneità: non mi son mai sognato si dovesse seguire l'esempio di quei frati e preti, che furon per secoli i quasi esclusivi educatori dell'Italia già decaduta, e allegramente fabbricavano i poeti, dando ad imparare a mente l'Arte poetica di Orazio. Sarebbe curioso, che tu, benemerito, operosissimo e sagacissimo Bebel, apparissi qui fra noi in veste di novello Orazio! - ne strabilierebbe perfino il mio amico Lombroso, che odia il latino più della pellagra.
      C'è delle altre difficoltà più intime, in breve, e di maggior portata e di maggior peso.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Discorrendo di socialismo e di filosofia
di Antonio Labriola
pagine 183

   





Italia Germania Italia Arte Orazio Bebel Orazio Lombroso