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      Siamo in tempi storici. Di quelle religioni precedenti ci è nota principalmente la forma del giudaesimo posteriore, che era in una parte della massa popolare di messianismo esaltato, e nella classe degli addottrinati di affilata casistica. Ci sono a un di presso noti i culti, le superstizioni, le credenze dei varii paganesimi dell'impero e ci è nota la disposizione religiosa di una buona parte dei filosofanti di quel tempo, che eran quasi tutti decadenti, come ci son note le inclinazioni delle moltitudini di allora, più che mai propense ad accettare nuove fedi, nuove promesse, e la buona novella.
      Dunque si tratta non di creazione, ma di trasformazione e siamo allora sul terreno di ogni altra storia. Per es. (- perché parlo sommariamente e come per incidente -): come Gesù è diventato il Messia degli Ebrei (forma primitiva ebionitica), come il Messia degli Ebrei è diventato il redentore di tutti gli uomini dal peccato (Paolo), e da ultimo come s'è combinato col logo del neoplatonismo di Filone (quarto evangelo)? Questo lo schema del processo ideologico. E poi dall'altra parte: come la primitiva associazione comunistica (del comunismo, s'intende, del consumo), degli aspettanti la prossima fine del reo mondo e l'universale catastrofe (l'Apocalissi), è diventata una consociazione (chiesa), che, rimandata in indefinito l'aspettativa del millennio (seconda epistola di Pietro), cresce in una organizzazione, che svolge una economia, e progressivamente si complica di attribuzioni e di ufficii?


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Discorrendo di socialismo e di filosofia
di Antonio Labriola
pagine 183

   





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