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      Dello scolasticismo se ne può fare sopra ogni dottrina. Il primo scolastico fu Aristotele in persona; che fu, inoltre, tante altre cose in più, e fu soprattutto un genio della scienza. Dello scolasticismo se ne fa già in nome di Marx. Di fatti la maggior difficoltà d'intendere e di continuare il materialismo storico non istà nella intelligenza degli aspetti formali del marxismo, ma nel possesso delle cose in cui quelle forme sono immanenti; delle cose, che Marx per conto suo seppe ed elaborò, e di quelle altre moltissime, che tocchi a noi di conoscere e di elaborare direttamente.
      Nei molti anni che ho speso nell'insegnare, io fui sempre persuaso del gran danno che si fa alle menti giovanili, quando, invece d'immergerle, con opportuna e pieghevole arte, in una determinata provincia della realtà, perché osservando, comparando e sperimentando, poco per volta arrivino alte formule, agli scherni, alle definizioni, si comincia dall'usar subito di queste ultime, come se fossero i prototipi delle cose esistenti. Insomma, la definizione da cui s'incomincia è vuota, mentre è solo piena quella cui si arrivi, geneticamente. Nell'insegnare si vede quanto il definire sia cosa pericolosa; secondo il senso plebeo che molti dànno ad una sentenza del diritto romano, la quale dice, in verità, tutt'altro. La didattica non è quella attività, che produca un nudo effetto di cosa fissa (come nudo prodotto); ma è quella attività, che generi altra attività. Insegnando noi riconosciamo, come il nocciolo primo di ogni filosofare è sempre il Socratismo; ossia la virtuosità generativa dei concetti(41).


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Discorrendo di socialismo e di filosofia
di Antonio Labriola
pagine 183

   





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