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      Un animale in sé, oltre a tutti gli animali visibili ed ostensibili? E che cosa dovrebbe mai contenere codesta economia dell'uomo superistorico e supersociale, che finisce per essere più noioso dei superuomini della letteratura e della filosofia? Forse la nuda dottrina dei bisogni e degli appetiti, data la sola natura ambiente, ma senza esperienza di lavoro, senza istrumenti, e senza correlazioni precise, o di comunanza, o di società? Tanto per la psicologia congetturale della preistoria la tesi potrebbe andare. Ma no: - questa economia dell'uomo in sé è perpetua ed attuale; - e qui proprio mi ci perdo. Ecco qua (p. 19): "Io tengo fermo alla costruzione economica dell'indirizzo edonistico, all'utilità-ofelimità, al grado terminale di utilità, e finalmente alla spiegazione (economica) del profitto del capitale come nascente dal grado diverso di utilità dei beni presenti e dei beni futuri! Ma ciò non appaga il desiderio di una spiegazione sociologica del profitto del capitale; e questa spiegazione, con le altre della medesima natura, non si può trovarla se non su la via per la quale la cercò il Marx". Il mio amico Croce è un uomo a dirittura incontentabile; e la sua incontentabilità potrebbe farlo apparire, a chi altrimenti non lo conosca, quale uomo alquanto capriccioso. Accetta d'emblée tutto un sistema d'economia, un sistema che pretende di abbracciare tutto il conoscibile economico. È questo un sistema, inoltre, assai noto in Italia, dove ha rappresentanti notevoli, e anzi continuatori e perfezionatori, come dicono sia il caso del Barone per la dottrina della distribuzione.


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Discorrendo di socialismo e di filosofia
di Antonio Labriola
pagine 183

   





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