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      E la politica di cotesta morale non fu spiegata, con caratteri di insuperata ed indimenticabile classicità, dal primo grande scrittore politico dell'epoca capitalistica, da Machiavelli: non inventore lui, ma anzi fedele ed accurato segretario ed estensore del machiavellismo? E la giostra logica dell'egoismo e dell'altruismo non ci sta tutta sott'occhi, dal reverendo Malthus, a cotesto tenue, vacuo, prolisso e noioso ragionatore, che è l'oramai indispensabile Spencer? Lotta per l'esistenza! Ma volete osservarne, studiarne ed intenderne una, che sia più intuitiva per noi di questa che è sorta e giganteggia nell'agitazione proletaria? O è forse che volete voi ridurre la spiegazione di cotesta lotta, - la quale si svolge e si esercita nel campo supernaturale della società, che l'uomo stesso si è creato attraverso la storia, col lavoro, con la tecnica e con le istituzioni, e che l'uomo stesso può cambiare con altre forme di lavoro, di tecnica e di istituzioni, - semplicemente a quella più generale della lotta, che piante ed animali, e gli uomini stessi in quanto sono puramente animali, combattono nell'ambito immediato della natura?
     
     
      Ma stiamo all'argomento nostro.
      Il comunismo critico non si è rifiutato mai, né si rifiuta, di accogliere in sé tutta la molteplice e ricca suggestione ideologica, etica, psicologica e pedagogica, che può venirgli dalla conoscenza e dallo studio di quante mai forme furono di comunismo e di socialismo, da Falea di Calcedonia a Cabet1. Anzi gli è precisamente con lo studio e per la conoscenza di tali forme, che si sviluppa e si fissa la coscienza del distacco del socialismo scientifico da tutto il resto.


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In memoria del Manifesto dei comunisti
di Antonio Labriola
1895 pagine 79

   





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