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      18. FEDELTÀ OVVER LIALTÀ. Le gru son tanto fedeli e leali al loro re che la notte, quando lui dorme, alcune vanno dintorno al prato per guardare da lunga, altre ne stanno da presso, e tengano un sasso ciascuna in piè, acciò che se 'l sonno le vincessi, essa pietra caderebbe e farebbe tal romore che si ridesterebbono; e altre vi sono che 'nsieme intorno al re dormano, e ciò fanno ogni notte, scambiandosi acciò che il loro re non vegni a mancare.
     
      19. FALSITÀ. La volpe, quando vede alcuna torma di sgazze o taccole o simili uccelli, subito si gitta in terra in modo, colla bocca aperta, che par morta; e essi occelli le voglian beccare la lingua, e essa gli piglia la testa.
     
      20. BUSIA. La talpa ha li occhi molto piccoli e sempre sta sotto terra, e tanto vive quanto essa sta occulta, e, come viene alla luce, subito more perché si fa nota. Così la bugia.
     
      21. FORTEZZA. Il lione mai teme, anzi con forte animo pugna con fiera battaglia contra la moltitudine de' cacciatori, sempre cercando offendere il primo che l'offese.
     
      22. TIMORE OVVER VILTÀ. La lepre sempre teme, e le foglie che caggiano dalle piante per altunno sempre la tengano in timore e 'l più delle volte in fuga.
     
      23. MAGNANIMITÀ. Il falcone non preda mai se none uccelli grossi, e prima si lascerebbe morire che si cibassi de' piccoli o che mangiasse carne fetida.
     
      24. VANA GLORIA. In questo vizio, si legge del pagone esserli più che altro animale sottoposto, perché sempre contempra innella bellezza della sua coda, quella allargando in forma di rota, e col suo grido trae a sé la vista de' circunstanti animali.


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Scritti letterari
di Leonardo da Vinci
pagine 131