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      Anch'essa tanto maggiore, quanto l'uomo è più naturale. Il fanciullo tra' pupazzi o favole d'uomini, soprattutto si diletta di quelli che rappresentano, e di quelle che trattano cose fanciullesche.
      [2045]Si suol dire che l'amicizia è tra gli uguali. L'amore per certo, naturalmente tende all'uguale in quanto all'ordinario. Che se è notato com'egli tende pure ai contrari, questa propensione non so primieramente quanto sia naturale, in secondo luogo ella nasce, come ho detto altrove, da un'altra disposizione della natura che c'inclina verso lo straordinario, perciò appunto che è, ed in quanto è straordinario. Come, sebbene noi siamo inclinati alla bellezza, ch'è perfetta convenienza, siamo però anche inclinati alla grazia, ch'è una certa sconvenienza, o non perfetta convenienza; anzi a questa più che a quella, almeno nel nostro stato presente. La natura ha parecchie qualità e principii armonici a un tempo e contrarii, anzi armonizzanti e sostenentisi scambievolmente in virtù della loro contrarietà: e l'uno de' contrarii non solo non distrugge la teoria [2046]dell'altro, ma anzi la dimostra.
      (3. Nov. 1821.)
     
      Chi vuol vedere come le facoltà umane sieno tutte acquisite, e la differenza che passa fra l'acquisito e il naturale o innato, osservi che tutte le facoltà di cui l'uomo è capace, sono maggiori assai nell'uomo maturo (e civile ec.) che nel fanciullo, se pur questi non ne manca affatto, e crescono insieme coll'uomo: laddove le inclinazioni che sono ingenite, e ben diverse dalle facoltà, generalmente parlando, come qua e là ho mostrato di questa o di quella, e come si può dire di tutte (purchè sieno naturali e non acquisite anch'esse), sono tanto maggiori, più vive, notabili, numerose ec. quanto l'uomo è più vicino allo stato di natura, cioè o fanciullo, o primitivo, o selvaggio, o ignorante ec.


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Zibaldone. Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura
Parte Prima
di Giacomo Leopardi
pagine 1913