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      ) adattabili a quello che si voglia; tutte sono d'indole antica, cioè d'indole indeterminata, e naturale, e insubordinata, che questo è insomma il carattere antico nelle lingue, e in tutt'altro. Tutte formandosi, perdono gran parte di queste qualità, le perdono necessariamente, perchè altrimenti non sarebbero formate nè uniformate, e ricevono un'impronta propria e speciale del tempo in cui ottengono [2097]questa forma. Da quel punto in poi, e non da ciò che tale o tal lingua era prima di quel punto, bisogna considerare le proprietà di essa lingua, e giudicare del più o meno della sua libertà, potenza, ardire, varietà, ricchezza, adattabilità, pieghevolezza ec.
      L'italiana ha già passato da lungo tempo questo punto. La francese da qualche tempo meno. Ma ambedue l'hanno passato, e qual sia il grado in cui bisogna considerarle isolatamente e rispettivamente, quanto alle dette qualità, s'è detto molte volte. La tedesca non l'ha ancora passato. Non c'è giudizio non c'è paragone da fare su di lei in proposito di tali qualità, o di verun'altra, ma di queste massimamente.
      Io son certo che se la lingua russa e polacca continuando ad esser coltivate, usciranno dal grado in cui sono, di pure immagini [2098]della lingua e letteratura francese, (grado in cui si trovò parimente la tedesca ne' principii del secolo passato, sin verso la metà) e se cominceranno ad acquistare un'indole, e una forma propria della nazione, e del tempo, e originale; son certo, dico, che in questi principii di formazione, si dirà di esse lingue e letterature, quello che oggi si dice della tedesca, che si trova appunto in quest'epoca di formazione incominciata, e non compita, e difficile a compiere per le sue circostanze nazionali.


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Zibaldone. Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura
Parte Prima
di Giacomo Leopardi
pagine 1913