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      La conchiusione è che tolta alla virtù una ragione presente, o vicina, e sensibile, e tuttogiorno posta dinanzi a noi; tolta dico questa ragione alla virtù (la qual ragione, come ho provato, non può esser che l'amor patrio), è tolta anche la virtù: e la ragione lontana, insensibile, e soprattutto, estrinseca affatto alla natura della vita presente, e delle cose in cui la virtù si deve esercitare, questa ragione, dico, non sarà mai sufficiente all'attuale e pratica virtù dell'uomo, e molto meno della moltitudine, se non forse ne' primi anni, in cui dura il fervore della nuova opinione, come nel primo secolo del Cristianesimo (corrotto già nel secondo. [2577]V. i SS. Padri.)
      (21. Luglio 1822.)
     
      Alla p.2558. Anche gli spagnuoli hanno la particella compositiva des corrispondente al nostro dis, ed è fra loro frequentissima. Queste spesso significano cessazione, come desamparar, disguardare, dismettere (che vuol dir cessare da un'opera ec. laddove intermettere vale lasciarla per un poco) ec. ec. Tali particelle potrebbono venire dalla latina de corrotta in des o dis, come da dedignari, disdegnare, desdeñar, ec. e il sopraddetto dismettere forse viene da dimittere che in molti significati non ha la forza della particella di, ma di de, mutata forse in di per la composizione o per corruzione. V. il Forcell. in Dimitto. In ogni modo i nostri composti formati colla particella dis, e gli spagnuoli colla des, ec. possono dimostrare l'esistenza antica di molti tali composti nel latino volgare, non conosciuti nel latino scritto: [2578]o che in esso volgare la detta particella si pronunziasse de, o dis, come abbiamo anche veduto, o nell'un modo e nell'altro, o comunque.


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Zibaldone. Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura
Parte Prima
di Giacomo Leopardi
pagine 1913

   





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