Pagina (108/1555)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Il che è lo stesso che porre la parte per il tutto. E quando ciò s'abbia a fare, meglio converrà a questi verbi il nome di continuativi, il qual nome abbraccia un assai più gran numero delle varietà proprie del significato di questi verbi. Le quali varietà non ancora considerate nè dai grammatici nè dai filologi nè dai filosofi, e nondimeno necessarissime a considerarsi e distinguersi per ben penetrare nell'intima proprietà ed eleganza, ed anche nell'intimo e vero senso e valore della lingua latina, e nell'intelligenza dell'efficacie, delle bellezze ec. dei passi degli scrittori, noi abbiamo proccurato di dichiarare ed esporre, sì ai grammatici e filologi, come ai filosofi e a' letterati.
      (25. Giugno 1823.)
     
      Un continuativo anomalo o semianomalo si è hietare fatto da hiatus, quasi da hietus, participio d'hiare. Dove la mutazione dell'a in e viene 1. dal voler evitare il cattivo suono d'hiatare, del qual suono sempre evitato nella formazione de' continuativi fatti da verbi della prima, ho detto altrove23. 2. da questo, che sebbene i latini, in questa [2819]cotal formazione solevano cambiar l'ultima a del participio, in i, facendo p.e. da mussatus mussitare invece di mussatare, qui non poterono far così, stante l'altro i che precedeva, onde avrebbero fatto hiitare che riusciva di tristo suono, e difficile alla pronunzia.
      (25. Giugno. 1823.)
     
      Bubulcitare dinota forse un antico verbo bubulco, dal cui participio esso sia formato. Così credo io, secondo l'ordinaria ragione osservata da' latini nella formazione de' verbi, secondo la qual ragione e proprietà non mi par verisimile che bubulcitare sia fatto a dirittura da bubulcus.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Zibaldone. Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura
Parte Seconda
di Giacomo Leopardi
pagine 1555